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Messina, visita all'antiquariato
"Le Due Sicilie" del Prof. Franz Riccobono. |
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Il prof. Riccobono |
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Il 28 marzo 2008,
approfittando di un impegno a Messina, sono
andato a fare un salto all'antiquariato "Le Due
Sicilie" di Franz Riccobono, che non avevo mai
visitato e che molti non conoscono. |
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Il caratteristico negozio, piccolo ma
strapieno di oggetti di assoluto valore, si trova in
Via Ghibellina 39, a Messina - tel.
090/718168 |
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Da una telefonata a Messina,
apprendo che la giornata non è delle migliori,
infatti sembra che la città dello Stretto sia
sferzata dall'acqua e dal vento(rimarrò 4 giorni a
letto con la febbre) dopo aver lasciato Giarre con
il sole mi avventuro sulla A-18 Messina-Catania. |
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Durante il tragitto in autostrada
mi soffermo su quelle che furono delle
fortificazioni borboniche e che sono ben
visibili dagli automobilisti, in particolare il
"Castello Saraceno" di Taormina, sede di una forte
guarnigione borbonica e dotato di un telegrafo
ottico, collegato visivamente a sud con la
postazione telegrafica di Riposto-Punta d'Olmo,
mentre a nord con il Castello di S.Alessio,
anch'esso dotato di telegrafo. |
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Mentre il mio pensiero andava
indietro con la storia ero già nei pressi di
Forza D'Agrò, stupenda cittadina che sovrasta Capo
S.Alessio e l'omonimo castello a picco sul mare, nel
quale sono ancora visibili i muri con le feritoie di
epoca borbonica che ne facevano una fortezza
inespugnabile. |
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A Messina, mi accoglie un traffico
pauroso, a cui la pioggia scrosciante ed il
vento incessante contribuiscono non poco, così per
arrivare in Via Ghibellina ci metto quasi due ore.
Arrivato dinnanzi al negozio, decido di far andare
via i miei accompagnatori, che mi aspetteranno in
Piazza Spirito Santo, da un parente, e che
raggiungerò più tardi....a piedi. |
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Il negozio di Franz Riccobono si
trova incastonato su una lunga fila di piccoli
negozietti, tutti attaccati il che rende molto
suggestivo il luogo, direi perfetto per un negozio
del genere.
Entro e riconosco Franz, seduto in fondo al locale,
dentro quello che dovrebbe essere il suo studio, mentre
legge il giornale.
Non lo avevo mai visto, ne lui conosceva me, così mi
sono subito presentato come rappresentante dei
Comitati delle Due Sicilie per la Sicilia, nonchè
amico del nostro segretario messinese Armando
Donato(che lui conosce molto bene) insomma sono uno
dei "nostri".
Gli spiego che da tanto desideravo visitare il suo
negozio e finalmente avevo avuto l'occasione per
farlo.
Mi accoglie con un sorriso e la discussione cade
subito su quella che è la nostra passione: ci
scambiamo preziosissime informazioni e poi inizia a
farmi vedere i suoi tesori. |
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Prima mi viene mostrata un'antica
cartina ottocentesca della provincia di Messina,
dettagliatissima e con tutti i riferimenti
topografici dell'epoca, mentre io gli racconto della
mia cartina telegrafica che indica tutti i telegrafi
ottici siciliani e napolitani dell'epoca borbonica. |
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Mentre parliamo il mio sguardo non
può fare a meno di cadere su tutti quegli oggetti
esposti, frutto di una vita di ricerche e sacrifici
economici, così noto un'antica ed originale effige
di Ferdinando II di Borbone(e consorte): Franz mi
anticipa subito dicendo che tali ritratti sono
rarissimi perchè con la caduta del Regno delle Due
Sicilie i piemontesi decretarono delle leggi
severissime e liberticide nei confronti della
popolazione, infatti chiunque veniva ritrovato con
dei vessilli borbonici era passibile di fucilazione. |
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Da Messina, passiamo idealmente a
Noto, altra "capitale" borbonica, in particolare
nella zona di Cassibile, nei pressi dello svincolo
autostradale omonimo, si trova la famosa Villa del
Marchese, che presenta accanto al portone di
ingresso due medaglioni enormi con le teste di
Ferdinando II e Francesco II di Borbone.
Il fatto che siano sopravvissute fino ad oggi e
nessuno abbia avuto il coraggio di demolirle ci fa
presupporre che il proprietario della villa fosse
persona molto influente. |
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La stessa sorte non ha avuto la
statua di Ferdinando II a Noto, alta ben 3
metri, continua il Riccobono, ma fortunatamente i
pezzi, tra cui la testa, sono custoditi all'interno
del museo della città.
Gli prometto che queste preziose informazioni
saranno comunicate al nostro rappresentante
siracusano, Corrado Arato, che andrò presto a
trovare per organizzare un tour borbonico in quel di
Noto, la cui zona si mostra particolarmente
generosa, e promette bene per effettuare ricerche e
trarne articoli da leggere tutto in un fiato. |
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Tra i pezzi pregiati della
"collezione Riccobono" c'è un'uniforme
scolastica, rinvenuta negli scantinati di un'antica
villa nobiliare a Milazzo, ancora in buone
condizioni e che presenta dei bottoni raffiguranti
il giglio borbonico.
Chiedo a Franz come possa avere questa passione
"borbonica" ed un negozio d'antiquariato allo stesso
tempo, senza fallire: mi confida che vende solo la
roba garibaldina....risate di entrambi. |
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La discussione continua sullo
stato d'abbandono dei manufatti borbonici in Sicilia
e soprattutto a Messina, dove giace il "relitto"
della famosa Cittadella militare, estrema difesa
delle truppe borboniche siciliane contro l'invasore
savojardo/garibaldino.
Senza dimenticare i 3 cannoni borbonici(uno dei
quali ancora con la palla nella bocca) che
affiorano, dimenticati da tutti, dalla sabbia di una spiaggia a
nord di Messina, andando verso i laghi di
Ganzirri.Decine e decine di segnalazioni verso le
autorità competenti non hanno sortito alcun effetto,
mentre dei cannoni inglesi rinvenuti sempre negli
stessi luoghi sono stati prontamente restaurati ed
oggi fanno bella mostra nei pressi della Fiera di
Messina. |
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Questa è la dimostrazione che
oltre alla noncuranza c'è ancora oggi una forte
avversità ideologica da parte delle istituzioni
italiane nei confronti dell'epoca borbonica. |
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Prima di congedarmi (siamo rimasti
a parlare ben oltre l'orario di chiusura del
negozio) Franz mi fa un gentile omaggio
regalandomi una riproduzione della piantina della
Cittadella di Messina, come ricordo della
commemorazione svoltasi il 16 marzo c.a., in
particolare il sacrificio dei 48 soldati borbonici
che perirono per difendere la nostra antica Patria
dall'odiato Garibaldi. |
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La cartina con la
raffigurazione della "Citadelle" ricevuta in dono
dal Prof. Franz Riccobono |
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E' arrivato il momento
dell'arrivederci, ringrazio di vero cuore Franz
per la gentilezza e per l'ospitalità (ed anche per
avermi riparato l'ombrello!) ci promettiamo di
incontrarci nuovamente e così ci salutiamo con il
grido di "Viva il Re!" |
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Davide Cristaldi, coordinamento
regionale
09/04/2008 |
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