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Adesso ci fanno anche traghettare
a piedi. |
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Non bastava la politica di tagli
operata dalle Ferrovie, e ordinata dalla
sinistra, per le tratte siciliane, ci tocca adesso
assistere anche all'umiliazione di dover
scendere dal treno a Villa S. Giovanni, caricarci i
bagagli e traghettare a piedi.
Lasciamo immaginare le difficoltà di chi, costretto
a viaggiare in treno, deve sobbarcarsi.
Basti pensare a chi viaggia in carrozzella o a chi
porta chili e chili di valige ed i bambini piccoli. |
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Non ci si affidi nemmeno alla
"efficienza" dei servizi delle Ferrovie Italiane,
tanto propagandata in TV, perchè a Villa S.Giovanni
non funziona nemmeno l'unica scala mobile esistente.
Giace li, ferma, da anni, ve lo conferma chi vi
scrive, quindi dovrete scendere le
strettissime scalinate, rischiando di rompervi una
gamba, prima di arrivare al
piano-traghetti. |
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La RFI si è affrettata a smentire
che si tratta di qualcosa di definitivo, e che
il blocco è dovuto alla manutenzione della
nave-traghetto "Sibari", a seguito di un incidente
durante una manovra di attracco che ha fatto
letteralmente staccare dalla nave la caratteristica
prua a forma di "bocca" che si apre per far
uscire/entrare i treni. |
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Ma in Sicilia sappiamo bene quanto
siano definitive le cose "provvisorie" ed
oltretutto siamo ben a conoscenza delle attività di
dismissione incessanti che la RFI sta portando in
Sicilia (mentre noi chiediamo più investimenti!) e
che non vengono per nulla riportati dai media
nazionali, guarda caso lo stesso atteggiamento è
stato tenuto nel caso dei traghetti. |
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Che la sinistra della massonerie
sia anti-siciliana ormai non vi è più dubbio, in
più nei nostri passati articoli abbiamo sempre
sottolineato l'incessante opera di ostruzione nei
confronti dell' ormai noto progetto dell'HUB
LOGISTICO DELLE MERCI E DEL GAS del Sud Italia,
caldeggiato da Putin ma osteggiato dagli Stati Uniti
che vedono in questa operazione un pericoloso
avvicinamento della Russia al Mediterraneo.
Ma noi gli accordi li facciamo con chi ha
interesse nello sviluppo della Sicilia e non con
chi la vuole condannare eternamente ad essere un
paese di frontiera e di sottosviluppo. |
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Il vero programma della sinistra
non è quello di non fare il Ponte per fare le
infrastrutture, d'altronde lo abbiamo visto nei
mesi scorsi, dalle varie dismissioni ferroviarie ed
un'altra dimostrazione l'abbiamo avuta adesso con il
blocco dei treni nei traghetti. |
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Infatti la sinistra, notoriamente
contraria al Ponte sullo Stretto, pur di creare
disagio al sistema siciliano dei trasporti, ha
preferito perfino dare vantaggio elettorale al
centrodestra (che invece si è sempre definito
pro-ponte), non provvedendo per tempo a sostituire
la nave traghetto con una nuova. A quanto pare non
ne hanno nemmeno di scorta.
E lecito aspettarsi che non appena si guasterà
definitivamente (la nave è del 1969) rimarremo per
sempre appiedati.
Senza dimenticare che nulla è stato fatto per
agevolare i disagi che stanno subendo i passeggeri o
verso quelle aziende siciliane che si servono dei
treni per far viaggiare le loro merci. |
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Niente male per chi si è sempre
battuto contro il Ponte sullo Stretto, ma tanto
ormai sappiamo benissimo quali sono i loro veri
obiettivi... |
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Ma oggi i siciliani sono davvero
stanchi delle ipocrisie degli uomini politici,
soprattutto di quelli che si ergono a difensori
della giustizia e depositari dell'onestà. |
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Ci fanno sorridere quelli che
sono contro il Ponte sullo Stretto perchè l'opera
"farebbe confondere gli uccelli nelle loro
migrazioni verso sud" (come se venisse costruito
in una notte) o "deturperebbe il paesaggio dello
Stretto" mentre fanno finta di non vedere le
deturpazioni che hanno provocato i petrolchimici a
qualche km più in la, a Milazzo, o le morti da
mercurio a Siracusa o la discarica nucleare di
Enna, che abbiamo appena trattato.
Altra scusa che spesso viene utilizzata (ma
sia chiaro, per motivi meramente ideologici..) è
l'altezza del Ponte stesso che impedirebbe alle navi
portacontainer di transitare sotto. |
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Questa notizia viene
facilmente smentita prendendo come esempio
la
più grande nave porta-container del mondo:
la mastodontica Emma Maersk, che opera
sulla tratta Honk Kong - Amsterdam. |
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Tale nave è alta solo 207 piedi,
circa 63 metri(dunque 2 metri sotto l'altezza del
Ponte sullo Stretto) mentre a pieno carico arriva
appena a 45 metri, il che è la rende perfettamente
idonea a passare dallo Stretto.
Anzi, diciamo di più, visto che la Maersk,
nota multinazionale del trasporto marittimo è ormai
di casa al Porto di Gioia Tauro (e presto sarà un
marchio ben noto in Sicilia) c'è da pensare che da
pensare che abbiano costruito la loro "Emma" sulla
base delle specifiche tecniche del Ponte di Messina.
Infatti in gergo mercantile le navi da trasporto
vengono definite in base a ciò che devono
oltrepassare. |
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Esempio le "Panamax" sono in grado
i oltrepassare il Canale di Panama, mentre le
"Post-Panamax" non hanno le caratteristiche
tecniche per farlo. |
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Siamo certi che tutte le
portacontainer del mondo sono classe "Messina" |
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Chiusa questa parentesi e tornando
al discorso dei pretesti per non costruire il ponte,
anche se alcuni "fastidi" fossero veri, noi crediamo
che prima di tutto viene il lavoro per i padri di
famiglia ora che la necessità di un vasto progetto
di sviluppo è assolutamente necessario per quando
saremo invasi dalle merci cinesi, le quali
distruggeranno in maniera lenta ma inesorabile
l'industria europea.
Quale futuro per le famiglie siciliane ora che
verrà tolto loro anche l'ultima spiaggia
dell'emigrazione? (anche l'Europa e l'America
sono in forte recessione) |
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L'unica risposta è: sfruttare
l'espansionismo economico cinese tramite la
costituzione del Sistema Logistico Integrato del Sud
Italia, che ci farà diventare l'hub, il passaggio
obbligatorio di tutte le merci che transiteranno
verso l'Europa.
Se partirà il progetto, sarà un gioco da ragazzi far
partire definitivamente il Turismo e
l'Agricoltura, ma anche quell'industria che ci
manca dai tempi del Re Borbone e che vedeva
setifici, industrie cotoniere,
tessili, metalmeccaniche sparse in tutta la
Trinacria. |
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| Il Comitato
02/04/2008 |
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