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Disse Aldo Moro: "Più passa il tempo e più
ammiro i Borboni" |
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Il
presidente autonomista Silvio Milazzo, fuoriuscito dalla DC
di Moro. |
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E' quanto confidò[1] il politico ucciso
dalle BR, al collega Graziano
Verzotto, padovano democristiano ottantacinquenne, ma
inossidabile dal punto di
vista politico.
Viene appositamente spedito in Sicilia per stroncare il
"Milazzismo" ovvero la deriva
un pò troppo autonomistica(per lorsignori) presa dalla Sicilia
degli anni 50 e che
tanto fastidio diede ai poteri forti italici. |
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Fu proprio il Verzotto a far implodere il
progetto della giunta di Silvio Milazzo, orchestrando il famoso caso di finta corruzione nei confronti
dell'Onorevole
Santalco, congiura che prese il nome di "beffa delle Palme”[2]. |
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Una volta riuscito nell'intento, l'onorevole
Verzotto ricevette persino i complimenti
dal boss Lucky Luciano in persona, è quanto scrive,
candidamente, sul suo libro
autobiografato "Dal Veneto alla Sicilia". |
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Se ci sono ancora dubbi su chi rappresenti la
vera "Cupola" in Italia, adesso non ne
avrà più. |
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Ma perchè quella frase "Più passa il tempo e più
ammiro i Borboni" pronunciata da
Aldo Moro?Si riferiva probabilmente al fatto che nel periodo
milazzista la Sicilia era
divenuta difficile da governare(leggasi controllare) a causa
delle spinte autonomiste e quindi
ammirava i Borbone
perchè erano gli unici che erano riusciti ad amministrare la
nostra Isola. |
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Il paragone è un pò infelice, perchè i signori
dell'ENI e tutta la mafia industriale
padana avrebbero voluto eliminarla completamente questa
autonomia, col fine di
accaparrarsi le risorse isolane, soprattutto quelle petrolifere.
Cosa che puntualmente si verificò.
Durante il Regno delle Due Sicilie, invece la Sicilia godeva di
un'autonomia
impensabile per oggi, che le garantiva persino una propria
moneta[3], oggi desiderio inconfessabile per molti
autonomisti. |
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Bei tempi quelli degli anni 50, quando non tutti
i nostri politici erano asserviti ai
poteri forti del nord; fu proprio in quel periodo che furono
creati enti come SICINDUSTRIA(una sorta di confindustria siciliana) SOFIS(società
finanziaria
siciliana) ed EMS, progettati per favorire lo sviluppo della grande
industria isolana. |
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L'Ente Minerario Siciliano aveva progettato la
costruzione del primo gasdotto
Sicilia-Algeria, ben conscio delle potenzialità strategiche
della Sicilia nello
scacchiere Mediterraneo.
A capo di questo progetto era stato messo sempre Verzotto,
forte della sconfitta
dell'autonomismo, ma non aveva fatto i conti con gli americani,
che avevano tolto
di mezzo il suo vecchio capo, Enrico Mattei, ed i famosi accordi
"fifty-fifty"[4].
Fu poi l'ENI a portare avanti il progetto, ma l'ENI post-Mattei
era diversa,
completamente asservita alla massoneria petrolifera
anglo-americana. |
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Nel corso della
documentazione per la stesura di questo articolo, abbiamo
notato diverse analogie tra Silvio Milazzo e Raffaele
Lombardo.
Entrambi catanesi e militanti della DC, poi dimessi, hanno
fondato un partito ispirato
ai principi dell'Autonomia.
Sono stati eletti presidenti della Regione Siciliana e tutti e
due furono attaccati
dai poteri forti italici. |
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[1]
Il Corriere, 13 maggio 2008 |
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[2] Il fatto si svolse a Palermo all'Hotel delle Palme, con la
complicità della polizia
che aveva preventivamente piazzato delle microspie. |
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[3] Durante il periodo borbonico i "ducati"
avevano corso legale nel sud continentale, mentre le "once"
nel sud insulare, ovvero in Sicilia |
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[4] L'ENI di Mattei faceva una concorrenza spietata alle altre
compagnie petrolifere
concedendo il 50% dei ricavi ai paesi produttori di petrolio. |
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| Il Comitato
14/05/2008 |
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