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Le nuove strategie di Raffaele
Lombardo. |
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Che il leader dell'MPA avesse
fiuto politico da vendere, ce ne accorgemmo già
durante le ultime elezioni comunali a Catania,
quando presentò 4 liste civiche che da sole
procurarono oltre il 20% dei voti e furono
determinanti per le elezioni dell'ex sindaco
Scapagnini. |
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Da allora abbiamo assistito ad una
incessante escalation politica per il leader
siciliano, che lo ha portato ad essere vice-sindaco
di Catania, poi presidente della provincia etnea ed
euro-deputato, infine presidente della Regione
Siciliana.
Certo, nelle fasi iniziali l'appoggio di Berlusconi
è stato fondamentale, in quanto un piccolo partito
autonomista, che viene scelto come rappresentante
delle istanze autonomistiche del Sud in un contesto
di territorializzazione politica, ha bisogno di
crescere e farsi le ossa all'interno di una forte
coalizione. |
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Ma durante le ultime elezioni,
che hanno visto un sostanziale raddoppio
dei
deputati MPA rispetto al 2006, non c'è stato quel
boom di preferenze che tutti si aspettavano.
Probabilmente il motivo va ricercato nella
giovinezza di questo movimento politico e nella
questione identitaria, un tasto su cui si doveva
battere di più. |
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Ma se il Movimento per l'Autonomia
deve ancora maturare,
lo stesso non si può dire per
la Lega Nord la quale, forte di 20 anni di militanza
e presenza sul territorio, ha ottenuto un risultato
al di fuori di ogni previsione, arrivando a scalzare
perfino il PDL in alcune città venete.
Il partito di Bossi ha ottenuto ben 60 deputati
contro gli 8 dell'MPA.
Tale sbilanciamento verso settentrione rischia di
oscurare, e parecchio, le istanze meridionaliste del
movimento autonomista e lo stiamo già notando nei
malumori all'interno della maggioranza di governo,
attualmente impegnata nella nomina dei ministri. |
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La Lega, forte del risultato
elettorale ottenuto, chiede ben 4 ministri, il resto
da spartirsi tra Forza Italia e Alleanza Nazionale,
che pur se confluiti nel PDL, vogliono sempre
piazzare i loro uomini di fiducia sui posti
strategici.
Chi ci sta rimettendo da questa situazione è invece
l'MPA, che è stato lasciato alla porta e rischia di
non ottenere nemmeno un membro dell'esecutivo. |
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Abbiamo iniziato così a monitorare
i movimenti di Lombardo,
certi che non sarebbe
rimasto con le mani in mano mentre l'intellighenzia
padana si accaparrava tutte le poltrone.
Probabilmente ci abbiamo visto giusto, infatti allo
stato attuale la nomina dei ministri è rimasta in
stallo.
Crediamo che Raffaele Lombardo abbia fatto valere la
sua posizione di Presidente della Sicilia, che come
ben sappiamo è la regione più strategica nel
panorama politico italiano, bloccando la nomina
degli assessori regionali[1]. |
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In particolare Lombardo
starebbe rinforzando il vecchio asse con l'UDC
in
Sicilia (ma non solo lì[2]) per aumentare il
suo peso nella bilancia politica isolana. Ma non è
finita...
Ultimamente abbiamo notato un'insolita insistenza[3]
nel chiedere ad Anna Finocchiaro, la candidata
avversaria sconfitta alle regionali, di rimanere in
Sicilia a fare l'opposizione e non optare per il
posto al Senato (è stata eletta in Emilia Romagna)
Fatto sta che la leader regionale del PD, mentre
all'inizio era decisa per il Senato, adesso sembra
abbia quasi cambiato idea(seppure parzialmente)
decidendo di rimanere in Sicilia, per "altri 90
giorni"[4]... |
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Riteniamo possibile che Lombardo
stia inviando dei segnali politici a Berlusconi del
tipo "se non ci dai un ministro, in Sicilia facciamo
accordi con chi vogliamo" con lo scopo di fare
pressioni sul leader della PDL, affinchè si decida a
concedere almeno un ministero all'MPA, ponendo così
un freno alle esuberanti richieste leghiste.
Chiaramente anche in virtù dell'ottimo risultato
elettorale che il PDL ha ottenuto al Sud,
fondamentale per la vittoria alle elezioni
nazionali. |
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Notizia fresca: E possibile
che al Senato, MPA ed UDC scelgano un
capogruppo unico[5]. |
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Riuscirà Lombardo nel suo intento?
Difficile dirlo, di sicuro però la lista dei
ministri, che Berlusconi diceva già pronta, è
rimasta nelle tasca dei pantaloni. |
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[1]
La Repubblica, 25 aprile 2008
Tempo
Stretto, 26 aprile 2008[2]
Il Tempo, 23 aprile 2008
[3]
Agenzia AGI, 28 aprile
[4] La notizia lanciata inizialmente da
un'agenzia è scomparsa successivamente.
[5]
Panorama, 29 aprile 2008
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Il
Comitato
30/04/2008 |
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