Noi però siamo convinti che il Mezzogiorno può ancora salvarsi, ma per farlo deve trovare il modo di sfruttare l'inarrestabile espansionismo economico della Cina.
Sappiamo che molto presto l'Europa sarà probabilmente il primo importatore di merci dalla Cina, ma sappiamo anche che le merci cinesi per arrivare in Italia e dunque in Europa devono attraversare il Mediterraneo dopo essere transitati per il Canale di Suez.
Attualmente le mega-portacontainer fanno scalo sul mastodontico porto di Gioia Tauro(RC) che è ormai diventato, per chi ancora non lo sapesse, il principale porto di trans-shipment del Mediterraneo e sta insidiando perfino i primati del porto di Amsterdam che si trova sempre più fuori rotta. Porta container nella rada di Gioia T. 
Anche gli aeroporti del Sud vanno a gonfie vele, grazie alla loro posizione strategica al centro del Mediterraneo, ad esempio Catania-Fontanarossa, in continua crescita, ha chiuso il 2007 con più di 6 milioni di passeggeri trasportati. Mentre Malpensa, fuori dalle rotte mediterranee, stremata dalla recessione industriale, soffocata dagli hub delle vicine capitali europee, è destinata a ridursi drasticamente.
Riteniamo necessario che si avvii una seria politica infrastrutturale nel Mezzogiorno d'Italia, affinchè diventi il polo logistico dell'area euro-mediterranea, insomma è necessario che il Sud abbia per le mani il rubinetto che apra e chiuda il flusso di merci cinesi che vanno verso l'Europa.
Ma anche delle materie prime.
Solo così potremmo sederci al tavolo delle trattative con i giganti asiatici e trattare delle condizioni più favorevoli per il nostro paese, come ad esempio chiedere alla Cina di chiudere un occhio se all'interno dei nostri confini mettiamo qualche limitazione doganale alle merci orientali, in modo da favorire la ripresa della nostra industria.
Credo sia di fondamentale importanza investire tutte le risorse disponibili in questo progetto anche per rilanciare il settore dell'agricoltura: quando l'Italia non avrà più prodotti industriali da esportare, sarà l'export agricolo che rilancerà la nostra economia. |