- Alcuni tra i
militanti dei più "integralisti" movimenti per
l'indipendenza della Sicilia sono rimasti sgomenti
nell'apprendere della nascita di un Comitato
Siciliano nella nostra isola.
Eppure molti siciliani sono rimasti entusiasti per
questa iniziativa che mancava nel panorama culturale
e politico della Sicilia.
Riteniamo che le idee forza "borboniche" rispecchino
fedelmente la realtà dei fatti e risultino più
convincenti e facilmente confrontabili da parte dei
nostri interlocutori, rispetto alle tesi
"indipendentiste".
- Ne elenco alcune:
1)La Sicilia non ha nessuna esperienza
moderna di indipendenza totale ed il grado più alto
di autonomia si ebbe proprio durante il periodo
borbonico.
Per vedere una Sicilia davvero indipendente si deve
tornare di secoli indietro, ai tempi di Federico II°,
ma anche allora la nostra regione era unita al sud
continentale.
In ogni caso l'era federiciana è troppo antica,
mentre l'epoca borbonica può essere definita
moderna; quanti siciliani oggi vivono, lavorano,
pregano in edifici costruiti durante il Regno delle
Due Sicilie?
2)Se i movimenti indipendentisti siciliani si
ostinano a dichiarare il Borbone "cattivo", come
potranno convincere i siciliani affermando allo
stesso tempo che nella nostra regione si stava
meglio prima dell'unità d'Italia?Dunque chi
assicurerà ai siciliani che una Sicilia fuori
dall'Italia sia migliore di una Sicilia dentro
all'Italia?
Mentre se diciamo ai siciliani la verità, ovvero che
la Sicilia durante il Regno delle Due Sicilie era
più ricca rispetto ad oggi ed il Borbone non era poi
così cattivo, le cose cambiano, perchè abbiamo le
prove, ed è una cosa certa.
3)I movimenti indipendentisti siciliani
enfatizzano il periodo dei moti (1848) e della
costituzione(1812 e 1816) ma anche un'approssimativo
studio della storia dimostra che moti e costituzioni
furono promossi ed appoggiati dalla Massoneria di
stampo Anglo-Sassone che desiderava fare della
Trinacria l'ennesima colonia britannica da
sfruttare.
Basta leggere, nel 1848, delle centinaia di migliaia
di fucili inglesi venduti (non regalati) tramite
l'accensione di un mutuo (concesso dai furbi
banchieri britannici ed estinto dal Borbone...) ai
rivoluzionari massonici siciliani come Ruggiero
Settimo, Giuseppe La Farina, Giuseppe La Masa,
Piraino ecc.ecc. i quali avevano dichiarato che
sarebbero morti in battaglia piuttosto che
rinunciare all'indipendenza.
Fuggirono tutti, ma ce li ritroviamo nel 1860 a
consegnare la Sicilia ai Savoja e ce li ritroviamo
ancora oggi accanto a Piazza Garibaldi ed a Via
Vittorio Emanuele.
Erano in 43 a fare la rivoluzione.
(vedi documento:
http://www.google.it/books?id=GLszAAAAIAAJ&pg=PA62&dq=ruggiero+settimo+la+farina&as_brr=1#PPA62,M1
)
Ma erano spalleggiati da decine di migliaia di
mercenari ungheresi, tedeschi, polacchi ecc.ecc.
tutti pagati con il soldo inglese
Quella più che una lotta indipendentista, si rivelò
un tradimento della Sicilia.
Il Comitato Siciliano è in possesso di
parecchia documentazione storica che utilizzerà di
volta in volta per accompagnare tutti gli articoli
che trattano dei fasti del periodo borbonico in
Sicilia.
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