Nella prima parte
del presente articolo è stata fatta un'analisi
storica in cui abbiamo dimostrato che la Sicilia ed
il Sud continentale non sono dei luoghi in cui la
povertà è un fenomeno irrimediabile, ne di lunga
data, anzi le nostre terre hanno da sempre delle
potenzialità economiche maggiori di altri paesi che
si affacciano sul Mediterraneo.
Se fino ad oggi la Sicilia è stata volutamente
tenuta lontana dai grandi traffici internazionali,
grazie ad un'alchimia socio-culturale-economica che
ha contribuito a spostare artificialmente il
baricentro economico dall'asse Palermo-Napoli a
quello Torino-Milano.
Ma può tale artifizio contro natura durare a
lungo?Noi crediamo di no, ma prima vorremmo parlare
delle ricchezze economiche e logistico-strategiche
del Sud e della Sicilia ed a cui i poteri forti del
Nord non vorrebbero per nessun motivo rinunciare.
Con la nascita della globalizzazione, sempre più
aziende hanno deciso di "delocalizzare"
le loro
produzioni nel nuovo Eldorado dell'estremo oriente,
allettati dal basso costo della manodopera,
dall'assenza dei sindacati e del relativamente basso
costo dei trasporti.
Tale "emigrazione" di aziende ha causato un aumento
vertiginoso della disoccupazione, soprattutto al
nord e che ha causato lo spostamento di buona parte
della forza lavoro nel settore dei servizi, ma con
contratti precari.
Oltretutto la recente politica monetaria della BCE
ha causato un considerevole aumento dei mutui e lo
scoppio della bolla immobiliare rischia di far
deflazionare il valore delle case, mandando in
fallimento migliaia di famiglie.
Se da un lato il nord è in chiara recessione, un
nuovo ed inaspettato interesse si sta convogliando
nei confronti del meridione, ma soprattutto nei
confronti della Sicilia.
Ormai la maggiorparte delle merci che raggiungono
l'Europa ,vengono prodotte in estremo oriente e
transitano nel Mediterraneo attraverso il Canale di
Suez.
Adesso, il polo logistico naturale, il porto del
Mediterraneo, l'hub per eccellenza è da secoli la
Sicilia.
Dalla Sicilia, ma anche da tutto il Sud, partiranno
quindi le merci che verranno smistate in tutta Europa.
Chi controllerà dunque la Sicilia, nei suoi porti,
negli aeroporti, negli interporti, nelle autostrade,
nelle ferrovie, controllerà il Mediterraneo e potrà
mettere le sue mani sull' Europa.
Ecco perchè ultimamente si avvertono degli interessi
strani nei confronti della nostra isola che
hanno per contorno
strane attività politiche: stiamo parlando di fortissimi interessi economici.
Alcune tracce che indicano la nuova situazione:
1)Il completamento a tempi di record del bellissimo
Aeroporto di Catania, la cui costruzione in altri
tempi avrebbe impiegato decenni e si sarebbe
conclusa con il solito fallimento dell'azienda
costruttrice.
L'anno scorso il nostro aeroporto ha trasportato più
di 5 milioni di passeggeri ed il trend segna una
decisa crescita.
E' da notare il grosso successo di una compagnia
aerea siciliana, la Windjet di Nino Pulvirenti che
nell'ultimo anno ha trasportato la cifra record di 1
milione di passeggeri.
2)L'avvio dei lavori per l'aeroporto di Comiso(RG)
ed il completamento della pista.
L'ultimazione dell'infrastruttura è prevista per il
prossimo anno.
3)L'avvio dei lavori per novembre dell'Interporto di
Catania e di Termini Imerese(PA)
4)L'avvio dei lavori ed il buon andamento dell'opera
di costruzione dell'autostrada Catania-Siracusa
5)La proposta per il raddoppio della Catania-Ragusa
e della riattivazione della ferrovia nella stessa
tratta.
La posizione strategica della Sicilia è stata
sfruttata per il passaggio dei gasdotti che
dall'Africa vanno in Italia.
Sempre per rimanere in tema di idrocarburi è
possibile vedere dalla seguente mappa i più
importanti giacimenti petroliferi e metaniferi della
Sicilia.

Per quanto riguarda il Sud continentale ed in
particolar modo la Calabria, è da
segnalare il grande progresso fatto dal porto di
Gioia Tauro(RC)
ormai divenuto primo porto del
Mediterraneo e l'unico che riesca ad ospitare le mega-portacontainer provenienti dalla Cina, infatti
per entrare nei porti del nord i container devono
essere caricati su navi più piccole: operazione che
viene fatta a Gioia Tauro.
Mentre è recente la notizia del ritrovamento nel
Parco Nazionale della Val D'Agri, in Basilicata, del
più grande giacimento petrolifero dell'Europa
continentale.
Forse il petrolio delle Due Sicilie non sarà tanto
come quello dell'Arabia Saudita, ma per noi
meridionali basta ed avanza, soprattutto in questo
periodo di guerre per la "democrazia" e salassi
petroliferi, ed in ogni caso anche il petrolio arabo
passa dal Canale di Suez ed indovinate da dove verrà
smistato e raffinato?
In Sicilia, nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli(SR)
è presente il più grosso complesso di raffinerie
d'Europa, se ne contano ben 49 e riforniscono
l'Italia per il 40% della benzina.
E' chiaro che se queste raffinerie smettessero di
funzionare il sistema economico italiano
crollerebbe, dunque chi controlla le raffinerie
siracusane, controlla l'Italia.
L'importanza strategica della Sicilia in ogni caso
non è una novità, gli americani lo sanno benissimo,
infatti a
Sigonella(CT) esiste la base USA che
controlla tutto il Mediterraneo, non per nulla
denominata The hub of the Med.
Infatti riteniamo che la "questione siciliana" sia
diventata una battaglia che si integra perfettamente
all'interno di una guerra che si sta svolgendo tra
la Russia, detentrice delle più grosse riserve di
greggio e gas naturale e le Sette Sorelle che invece
lavorano con la raffinazione, estrazione e la
vendita degli idrocarburi.
E' chiaro che dalla parte delle Sette Sorelle vi sia
tutto il mondo occidentale, Stati Uniti inclusi, ma
tutti hanno disperatamente bisogno di idrocarburi.
La Russia lo sa e per questo sta cercando di
ottenere un monopolio energetico, i cui artigli sono
i gasdotti.
Anche i nostri politici lo sanno e stanno cercando
di affrancarsene, investendo nei rigassificatori che
permettono il rifornimento del gas da paesi che non
siano la Russia.
Ecco perchè la Gazprom, azienda metanifera russa si
è appena comprata una grossa quota della sua pari
algerina, la Sonatrach, che porta da sud il gas
all'Italia, facendolo passare dalla Sicilia....
Anche la Puglia è diventata da un momento all'altro
una regione "importante" soprattutto grazie al
progetto del gasdotto
Russia-Bulgaria-Grecia-Puglia.
Sarà per questo che la Gazprom ha recentemente
avanzato
un'offerta per l'acquisto del Bari Calcio?
In Italia c'è un grosso imprenditore-politico,
sostenitore ed amico di Putin, si chiama Berlusconi
e fa parte della stessa coalizione politica di
Raffaele Lombardo, leader dell'MPA, attualmente
maggioranza in Sicilia.
Ovviamente la sinistra al governo, politicamente
vicina alle Sette Sorelle, ha interesse invece a
costruire i rigassificatori e vuole farli
soprattutto al Sud, sempre per il discorso del
vantaggio logistico.
Ecco perchè Lombardo si è prestato volentieri alla
lotta contro la costruzione di un'impianto di
rigassificazione a Priolo, ma ciò non significa che
non abbia reso un grosso servigio ai Priolesi, anche
se non crediamo che voglia realmente iniziare una
vera e propria lotta per la chiusura delle
raffinerie.
Probabilmente un nuovo periodo d'oro attende la
Sicilia, proprio come avvenne l'ultima volta,
durante il Regno delle Due Sicilie; grazie ai tanti
investimenti che presto la nostra isola riceverà per
adeguarla al nuovo assetto politico-economico
dell'area euro-mediterranea.
Ma ciò non significa che sarà la fine dei nostri
problemi, anzi è arrivato il momento giusto per
riflettere, magari mettendoci tutti una mano sulla
coscienza perchè se la società di oggi è malata non
è solo colpa della politica, ma anche a causa dei
Valori Cristiani che abbiamo perduto.
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