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Ancora manovre politiche |
| il nuovo gasdotto
italo-algerino e la caccia al poliziotto in
Italia |
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Due nuove pedine
sono state mosse sulla scacchiera politica
italiana, ormai campo di battaglia tra lo
schieramento vicino alla Russia di Putin(centrodestra)
ed il blocco anglo-americano(centrosinistra)
Non è passato nemmeno un anno dai fatti di
Catania in cui venne fatalmente a mancare un
poliziotto.
In quell'occasione la città di Catania fu
interamente coperta di fango e messa alla gogna
dai mezzi di informazione padani.
E' inutile dire che in quei giorni difendemmo a
tutto campo la città siciliana che non meritava
la demonizzazione per lo sbaglio di un
imbecille(che peraltro, dalle ultime indagini,
sembra che non sia colpevole e che il poliziotto
sia stato in realtà ucciso per errore da
un'altra auto della polizia) |
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La coerenza e la
coscienza pulita ci impongono di dire oggi che,
per lo sbaglio di un poliziotto non si può
infangare tutta la Polizia di Stato come
stanno facendo colpevolmente i giornali di
sinistra e come sta lasciando fare
incredibilmente il governo.
(L'Unità)
(Repubblica)
(Corriere della Sera)
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Questa è una delle
tante dimostrazioni che il centrosinistra
delle massonerie, per motivi politici, non
esita a compromettere un'Istituzione
fondamentale come la Polizia, assolutamente
necessaria
invece per tutelare la democrazia del nostro
paese.
Non dimentichiamo che il Sindacato di Polizia
si è giustamente opposto all'invio dell'esercito
in Sicilia in quanto non si spiega come mai
la Sinistra
voglia improvvisamente finanziare una spedizione
militare così onerosa, quando i fondi destinati
alle questure, soprattutto al Sud non sono
sufficienti
nemmeno per le pattuglie ordinarie, figuriamoci
per contrastare la mafia.
Ci sono molti paesi in Sicilia in cui per le
chiamate notturne al centralino molti si sentono
rispondere che non c'è il personale.
Per curiosità, ci siamo andati a sfogliare le
statistiche e abbiamo scoperto che il
governo italiano ha già inviato l'esercito in
Sicilia, in 6 occasioni:
1862 - Stato D'assedio (la cui brutalità
fu denunciata persino da Crispi)
1863 - Stato D'assedio (Generale Govone)
1866 - Stato D'assedio (per la rivolta
del 7 e mezzo)
1875 - Stato D'assedio (ventitre
battaglioni di fanteria e bersaglieri; due
squadroni di cavalleria; quattro plotoni di
bersaglieri montati; 3.130
carabinieri e numerose altre forze sussidiarie,
fra le quali principalmente guardie di pubblica
sicurezza e guardie a cavallo)
1893 - Stato D'assedio (fasci siciliani)
1992 - Operazione Vespri siciliani (I
piemontesi si sono nel frattempo civilizzati
dunque non ci sparano più. Una curiosità, fu
spedita in Sicilia la Divisione Garibaldi) che
non servi a nulla men che meno a far scomparire
la mafia, ma d'altronde si sapeva già che a Lor
Signori non gli interessa, più
che altro avevano bisogno in quel periodo di
controllare militarmente la Sicilia in quanto si
era verificata Tangentopoli e lo Stato accusava
una perdita di potere che la Sicilia poteva
sfruttare per togliersi dal collo il fiato del
governo italiano. Stessa situazione in cui,
guarda caso, ci troviamo oggi
(un forte governo di centrodestra contro il
centrosinistra delle massonerie al Governo
nazionale)
Le statistiche dicono dunque che 5 volte su
6, l'esercito in Sicilia fu inviato per spararci
addosso ed 1 volta su 6 non risolvette il
problema che si era prefisso |
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Ma il vero scopo
dell'invio dell'esercito in Sicilia sappiamo
essere meramente politico,
come già scritto in un altro editoriale.
L'unica cosa che si vuole contrastare non è
la mafia ma l'entourage politico del
centrodestra, ovvero mettere il fiato sul
collo al Governo Autonomo
della Sicilia, nel tentativo ultimo di impedirne
l'adeguamento del comparto logistico-infrastrutturale.
Impedire alla Sicilia di assumere una posizione
internazionale di rilievo, che metterebbe in
ombra quella delle decadenti regioni del nord.
Temiamo che tale attacco alla Polizia per i
fatti di Arezzo, serva a togliere voce in
capitolo alla Polizia che si oppone all'invio
dell'esercito in Sicilia, alla prossima
discussione parlamentare in merito.
Attendiamo l'evolversi degli eventi per
ulteriori conferme. |
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| Il
Gasdotto Algeria-Sardegna-Toscana |
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E notizia di
qualche giorno che D'Alema con
qualche altro pezzo dell'entourage politico del
centrosinistra è andato ad Algeri per firmare l'accordo
sulla
costruzione del metanodotto che collegherà
l'Algeria alla Sardegna e di li sempre
sott'acqua fino alla Toscana, scavalcando
totalmente la Sicilia.
Il gasdotto Galsi in cifre:
Il progetto riguarda la realizzazione di un
gasdotto da 1.470 chilometri, che collegherebbe
Algeria e Italia con quattro tratte così
suddivise:
- Hassi R’mel - El Kala (in Algeria): 640
chilometri
- El Kala - Cagliari (nel mar Mediterraneo): 310
chilometri
- Cagliari - Olbia (in Sardegna): 300 chilometri
- Olbia – Castiglione della Pescaia (mar
Tirreno): 220 chilometri
L’intervento attende dal 2001 la presentazione
dello studio di fattibilità.
Il progetto è del consorzio Galsi, che risulta
formato da Sonatrach (l’azienda nazionale del
gas algerino) e da una serie di società italiane
tra cui Edison, Enel, due aziende controllate
dalla Regione Sardegna, e la multiutility
bolognese Hera.
L’obiettivo è creare un gasdotto in grado di
importare in Italia 10 miliardi di metri cubi
all’anno di gas naturale (2 miliardi dei quali
riservati alle esigenze della Sardegna, che oggi
non è metanizzata).
Il tempo di realizzazione ottimisticamente
previsto è di tre anni.
Le spese di costruzione ammontano
all'astronomica cifra di 3 miliardi di dollari,
come attesta un
documento redatto dal Senato della Repubblica.
Ma perchè mai spendere una cifra così
esorbitante se già esiste un gasdotto che passa
attraverso la Sicilia?

Non sarebbe molto più economico e veloce, in
questi tempi di alti costi e di penuria di gas,
allacciarlo a quello che già passa sulla nostra
Isola?
Evidentemente il centrosinistra delle
massonerie le sta tentando tutte pur di isolare
logisticamente la Sicilia, ed utilizza la
Sardegna come alter-ego della nostra regione.
Oltretutto in Sardegna è presente la Saras, la
società di raffinazione di Moratti uno dei
famosi supersite petrolchimici, grande quanto
quello di Priolo.
(Forse è anche per questo che per l'Inter è
iniziata una nuova stagione di vittorie..)
La Sardegna, come ben sappiamo è governata da
Renato Soru che appartiene allo schieramento del
centrosinistra.
Lo stesso Renato Soru che non sta alzando un
dito per
salvare gli agricoltori sardi in difficoltà
economiche dall'avidità di quelle banche che si
stanno prendendo le loro terre.
Il Comitato
16/11/2007
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