|
Da una nostra lettera pubblicata
da Maurizio Blondet su WWW.EFFEDIEFFE.COM |
|
la causa dei mali del nord |
| |
|
In risposta all'ottimo articolo
del'ex giornalista di Avvenire,
"NordItalia ridicolo e disperato"
abbiamo inviato
una lettera che ci è stata pubblicata il
23/12/2007 13:30 |
|
(non è la prima volta che Blondet
ci pubblica) |
| |
|
Apprezziamo molto il Direttore
Blondet, il quale pur se a volte si è
lasciato andare in critiche eccessive nei
confronti del Sud(dovute più che altro ad una
scarsa conoscenza delle nostre contrade) è
diventato molto popolare grazie alle sue
intuizioni di carattere politico ed economico
ispirate al tradizionalismo cattolico, che
proprio per questo motivo mettono d'accordo
tutti. |
|
Ciò conferma quanto noi
diciamo da sempre, ovvero gli uomini devono
unirsi nel cattolicesimo mettendo in secondo
piano le ideologie e la politica che
provocano sempre contrasti e litigi anche se
all'interno della stessa corrente di pensiero. |
|
Ecco quindi l'unico modo che
hanno gli ex popoli delle Due Sicilie per
diventare compatti e vincenti ed essere in
grado di affrontare le sfide politiche ed
economiche del futuro. |
| |
Gentile Direttore,
sapevo che l'aria buona delle campagne viterbesi
le avrebbe fatto vedere con un'occhio diverso la
città di Milano.
Oggi lo stato si comporta con i cittadini come
(e da come anche lei nota, probabilmente peggio)
la mafia nei confronti dei cittadini
meridionali.
Non crede che questo problema sia sempre dovuto
alla secolarizzazione della società?
Io penso che mettere lo Stato in primo piano
rispetto a Dio è altresì dannoso per gli uomini.
Probabilmente l'origine di questa "malattia"
deve essere nel pensiero giacobino il quale fece
molto più presa al Nord Italia che al Sud, dove
fu anzi apertamente combattutto come avvenne
durante la Repubblica Napoletana(vedi Armata
della Santa Fede del Cardinale Ruffo) ed il
brigantaggio del periodo post-unitario.
Ecco un estratto del testo del giuramento[1]
dei briganti al capo-colonna, rinvenuto nel
corpo esanime di Carmine Crocco: "Promettiamo e
giuriamo di sempre difendere con l'effusione di
sangue Iddio, il sommo pontefice Pio IX,
Francesco II, re del regno delle Due Sicilie, ed
il comandante della nostra colonna degnamente
affidatagli...".
Ed ancora: "Il presenta atto di giuramento si è
da noi stabilito volontariamente a conoscenza
dell'intiera nostra colonna tutta e per non
vedersi più abbattuta la nostra santa Chiesa
cattolica romana, e della difesa del sommo
pontefice, e del legittimo nostro re. 20 agosto
1862".
Da queste frasi si nota subito che persino i
famosi briganti, che erano i partigiani delle
Due Sicilie, mettevano in primo piano la Chiesa
rispetto alla monarchia e quindi allo stato.
D'altronde il motto del Regno delle Due Sicilie
era proprio "Dio, Patria e Re".
Lo stato italiano nato nel 1861 è figlio del
pensiero giacobino perchè la scusa
dell'eccessivo potere temporale della Chiesa era
solo il pretesto per far si, in realtà, che lo
Stato si sostituisse alla Chiesa.
Una subdola dimostrazione ce l'abbiamo quando
Vittorio Emanuele sposta la sua residenza a Roma
occupando il Quirinale(oggi vi abita il
presidente della Repubblica...) che invece era
da secoli la residenza dei Papi(tra tutti bei
palazzi che ha Roma proprio li dovevano
trasferirsi?).
Urge creare una nuova armata della Santa Fede,
con la forza della Croce e con la semplicità
delle vecchiette che recitano il Rosario.
|
|
[1] Il giuramento
completo è scaricabile
qui.
E possibile saperne di più
scaricando
qui il libro Il Brigantaggio nelle
provincie napoletane - Relazione dei deputati
Massari e Castagnola - colla legge sul
brigantaggio - Milano, Fratelli Ferrario - 1863 |
| |
|
(commenta sul forum) |
|
Il Comitato
31/12/2007 |
|
|
|
|
|
|
|
|