|
Quando i fucili li imbracciavano i
piemontesi. |
| |
|
1861, fucili
piemontesi all'opera |
 |
| |
| |
|
In questi giorni è scoppiata una
polemica(come quelle tipiche delle campagne
elettorali) per una frase inopportuna di Bossi
secondo cui i "padani dovrebbero imbracciare i
fucili se le schede elettorali non dovessero essere
ristampate" |
| |
|
A questa notizia fa eco la
dichiarazione di Raffaele Lombardo, secondo cui "anche
i siciliani dovrebbero imbracciare i fucili, che
sono però a salve, ma la vera arma è lo statuto
autonomo" |
| |
|
Non avremmo dato molto peso a queste
dichiarazioni se non fosse stato
per un pessimo e parziale articolo
dell'ascaro Alfio Caruso, giornalista del quotidiano
piemontese "LA STAMPA", il quale ha dimostrato di
conoscere (chiaramente a sua convienienza) solo a
metà la storia, infatti il signore in questione si è
dimenticato che i primi ad imbracciare i fucili,
contro i meridionali furono proprio i bersaglieri
piemontesi, capeggiati da Giuseppe Garibaldi. |
| |
|
E' ormai noto a tutti che i
garibaldini, sulla carta solo mille(la maggiorparte
provenienti da Bergamo) in realtà erano più di
20.000 in quanto il Conte di Cavour con lo
stratagemma della finta diserzione, fece sbarcare
sulle coste siciliane i suoi bersaglieri e
carabinieri reali, che così apparivano come
volontari. |
| |
|
Gli effetti di tale invasione,
peraltro infame in quanto effettuata senza alcuna
dichiarazione di guerra al regno borbonico, si
notarono fin da subito: tra gennaio ed ottobre del
1861 vi furono nelle provincie del Sud 9.860
fucilati, 10.604 feriti, 918 case bruciate, 6 paesi
distrutti, 12 chiese depredate, 40 donne e 60
ragazzi uccisi, 13.629 imprigionati, 1428 comuni
insorti ed esemplarmente puniti. |
| |
|
Si rinfreschi la memoria caro Caruso,
le dice nulla l'eccidio di Bronte(CT) eseguito dal
macellaio Nino Bixio o la distruzione di
Pontelandolfo e Casalduni (BN) operata dal criminale
di guerra Enrico Cialdini? |
| |
|
Perchè Concetto Gallo ed Antonio
Canepa, morti per liberare la loro terra, non
dovrebbero avere una via dedicata, mentre agli
assassini piemontesi sopracitati hanno intitolato
piazze e strade in tutta Italia? |
| |
|
Ma il cecchinaggio piemontese non si
ferma al solo Risorgimento, dopo l'Unità d'Italia si
contano, nella sola Sicilia, ben 5 stati d'assedio: |
| |
1862 - Stato D'assedio (la cui
brutalità fu denunciata persino da Crispi)
1863 - Stato D'assedio (Generale Govone)
1866 - Stato D'assedio (per la rivolta del 7 e
mezzo)
1875 - Stato D'assedio (ventitre battaglioni di
fanteria e bersaglieri; due squadroni di cavalleria;
quattro plotoni di bersaglieri montati; 3.130
carabinieri e numerose altre forze sussidiarie, fra
le quali principalmente guardie di pubblica
sicurezza e guardie a cavallo)
1893 - Stato D'assedio (fasci siciliani) |
| |
|
Fino ad arrivare alle note vicende,
citate dall'ascaro giornalista de LA STAMPA, del
dopo-guerra e dell'Esercito Volontario per
l'Indipenza della Sicilia. |
| |
|
Consigliamo al Sig. Caruso, una volta
tanto di dimenticare di essere a libro paga del noto
giornale padano per lo più di sinistra "LA STAMPA" e
provare a vedere se gli rimane ancora qualche
briciola di identità meridionale che non abbia
svenduto ai suoi padroni torinesi. |
| |
|
ll Comitato
10/04/2008 |