Dopodichè il centrosinistra,
ovvero il governo delle massonerie, ha
decretato la chiusura incondizionata
dell'autostrada A3 Salerno-Reggio C.,
vedi nostro editoriale: "Arriva la ritorsione
del centrodestra nei confronti della sinistra
rea di voler isolare logisticamente la Sicilia"
Oggi invece assistiamo alle sempre più
insistenti richieste che vogliono l'invio
dell'esercito in Sicilia, ma quello per cui
ci siamo davvero rammaricati è stato
l'apprendere che la proposta per tale azione
militare, sia stata avanzata in primis da Rita Borsellino, leader dell'Unione in
Sicilia, sorella del magistrato ucciso dalla
mafia.
Ci siamo chiesti come mai da quando Rita Borsellino(la
cui onorabilità è per noi garantita al 100%) ha
scelto di seguire la strada della politica, si
sta beccando un sacco di critiche anche dai movimenti sicilianisti
(e non solo dall'elettorato di centrodestra) i
quali le rimproverano il fatto di non
essersi schierata, in occasione delle passate elezioni
regionali, con un partito indipendente, ne di
aver fatto almeno una lista civica senza
apparentamenti con le forze di maggioranza e di
opposizione.
Probabilmente la Borsellino è caduta nel
tranello della sinistra "anti-mafia" che si
è assunta questo titolo in maniera
ingiustificata ed immeritata.
Ricordiamo volentieri a Rita che in passato, sia il
centrodestra che il centrosinistra, hanno fatto
accordi con la mafia e che dunque quella dell'
"anti-mafia" è senz'altro una trovata elettorale.
Sappiamo troppo intelligente la Borsellino,
per cadere con questi sgambetti ed allora
dobbiamo pensare, ahinoi, che abbia scelto
questa via spinta da desideri di vendetta,
contro quel centrodestra che, secondo la "voce dei
giornali", è vicino politicamente alle cosche.
Dunque la vendetta come unico scopo,
senza pensare prima alle fondamentali necessità dei
siciliani?
Speriamo con tutto il cuore che la Borsellino smentisca
presto quanto asseriamo, fondando un proprio
partito o lista che non abbia alcun legame con
le coalizioni nazionali.
Nel frattempo però l'idea della Borsellino(?)
di inviare l'esercito in Sicilia va avanti e
viene continuamente rilanciata dai media vicini
al centrosinistra e da quelle personalità che hanno fatto
dell'antimafia una moda, se non un affare
(vedi articolo) come ci racconta un ex
componente del famoso gruppo di Locri
"Ammazzateci tutti"
http://blogalladeriva.blogspot.com/2007/10/e-adesso-finanziateci-tutti.html
Peccato però che anche in questo caso
i dati statistici in merito alla criminalità,
vanno contro all'infelice idea di Rita,
infatti dalle statistiche degli ultimi anni
si evince che i crimini mafiosi sono discesi
vertiginosamente in Sicilia ed adesso la nostra
regione si trova ultima in classifica per quanto
riguarda le regioni meridionali, venendo
addirittura sorpassata perfino dal "civile"
Settentrione d'Italia sultema della sicurezza.
A che serve dunque, l'esercito in Sicilia?
Noi pensiamo che il vero fine di quest'azione
sia di mettere il fiato sul collo al Governo
Autonomo della Sicilia, nel tentativo ultimo
di impedire l'adeguamento del comparto
logistico-infrastrutturale della Sicilia,
come abbiamo già anticipato in altri editoriali.
Ovvero impedire che la Sicilia assuma una
posizione internazionale di rilievo, che
metterebbe in ombra quella delle
decadenti regioni del nord.
E' notizia di ieri, lo stabilimento della
multinazionale Socotherm, nei pressi di
Modica-Pozzallo(RG), leader mondiale nel
rivestimento protettivo di tubazioni per
l'estrazione ed il trasporto di petrolio,
acqua e gas.
(vedi articolo)
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza\dettaglio_news.tpl&del=20071022&fonte=TLB&codnews=661
Ciò dimostra ancora una volta come la Sicilia
sia attualmente oggetto di forti investimenti ed
interessi economici che, il centrosinistra
filo-massonico e filo-nordista sta cercando in
tutti i modi di impedire.
Inoltre questo importante investimento nella
provincia di Ragusa, conferma in pieno le
nostre previsioni per un forte sviluppo
economico ed un elevato interesse strategico la
provincia Iblea:
rileggi nostro editoriale
A quali rischi può
incorrere la Sicilia con l'esercito sul proprio
suolo?
Una tale perdità di sovranità per la nostra
regione, potrebbe innanzitutto fermare
definitivamente ogni progresso per quanto
riguarda l'adeguamento del comparto logistico e
delle infrastrutture isolane al nuovo
assetto strategico del Mediterraneo, che vede la
Sicilia come hub del Mare Nostrum, per le grandi
navi container e per le materie prime che vengono
dal Medio e dall'Estremo Oriente.
Adesso che anche il prezzo[1]
del trasporto navale è salito alle stelle,
l'affare si fa ancora più lucroso ed avere in
Sicilia una base logistica ampia, ma soprattutto
affidabile, significa avere una fonte di sicuro
sviluppo economico, ma anche controllare l'Italia e mettere le mani
sull'Europa.
Inoltre un eventuale forza militare sul
nostro territorio potrebbe essere vittima di "false-flag",
ovvero attentati attributi alla mafia, ma in
realtà compiuti da forze occulte governative per
screditare ancora di più i siciliani e per
bollarli definitivamente come "tutti mafiosi"
Ma noi sappiamo benissimo che la vera cupola
si trova da sempre al Nord.
Per questo dobbiamo resistere e smascherare
questi subdoli e meschini tentativi utili solo per
non far mai alzare la testa ai siciliani,
ed è per
questo che non passa giorno che qualche testata
giornalistica vicina politicamente al
centrosinistra non esca fuori un articolo
infamante nei confronti del sud, come questo che
si può leggere qui:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/gangster-tavola/gangster-tavola/gangster-tavola.html
Il Comitato
24/10/2007
[1]
=
Un anno fa, il nolo di
una grande nave per trasporto-merci costava 60
mila dollari al giorno, ad agosto, il prezzo era
salito a 137 mila.
All'inizio di ottobre, è salito ancora: a 227
mila dollari al giorno, fonte Baltic Exchange
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