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Antonio
Canepa
professore di storia delle dottrine politiche
nell’Università di Catania.
Nel 1935
organizzò durante il fascismo a Catania i primi
movimenti di rivolta antifascista, fu partigiano
in Toscana, al ritorno in Sicilia nel 1944 creò
l’EVIS (esercito volontario per l’indipendenza
siciliana)
Lo stesso
Finocchiaro Aprile incoraggiò Antonio Canepa a
formare un esercito armato per la costituzione
dello stato Siciliano Indipendente.
Antonio Canepa si
faceva chiamare con lo pseudomino di Mario
Turri. Era un vero anarchico rivoluzionario
più che un comunista marxista.
Insieme a tanti
altri separatisti come: Carmelo Rosano, Nino
Velis, Armando Romano, Giuseppe Amato, Giuseppe
Lo Giudice, Concetto Gallo, e molti altri, creò
un campo d’addestramento per l’insurrezione
armata nelle montagne dei Nebrodi vicino a
Cesarò nel bosco della Miraglia.
Forse in seguito a
disaccordi con l’ala conservatrice e
latifondista del separatismo, Mario Turri
(Canepa) decise di autofinanziare l’EVIS magari
con spettacolari azioni di sequestro.
Il primo obiettivo
di sequestro doveva essere l’allora il sindaco
di Cesarò, il radiologo Giuseppe Salmeri.
Mentre le truppe
anglo-americane e le forze della resisteza
italiana liberavano il paese, il separatismo in
Sicilia non diventò più essenziale per le forze
anglo-americane che avevano conquistato
l’Italia. Diventava, per gli alleati,
imbarazzante la presenza dell’EVIS in Sicilia.
E’ noto il grave
conflitto a fuoco con i carabinieri del 17
giugno del 1945 in contrada murazzo in agro di
Randazzo.
Rimarranno uccisi:
Canepa, Rosano e Lo Giudice, Romano rimasto
ferito sarà arrestato dai carabinieri, mentre
Amato e Velis riescono a fuggire.
Canepa, scaricato
di corsa nell’ospedale di Randazzo da Pippo
Amato, morì dissanguato per mancanza di un
minimo di cure.
I corpi dei tre
separatisti uccisi furono tumulati, in segreto e
in fretta, nel cimitero di Giarre.
Le azioni di guerra
dell’EVIS furono diverse e furono una pagina
indimenticabile dell’orgoglio e della fermezza
dei siciliani che volevano liberarsi della
supremazia e discriminazione dei governi nati
dopo l’unità d’Italia.
Concetto
Gallo,
nato a Catania 11 gennaio 1913 è ivi deceduto 1
aprile 1980.
Dopo l’uccisione
di Canepa assunse il comando dell’EVIS e si
firmava: Secondo Turri. Più moderato
politicamente, ma ardito come il predecessore,
dovette risolvere il non facile compito di
risollevare il morale alle truppe dell’EVIS.
Spostò l’azione
della guerriglia dai Nebrodi alle campagne di
Caltagirone e precisamente in contrada San Mauro
dove disponeva di una villa di proprietà la
moglie.
Il 4 gennaio del
1946 fu accerchiato da tremila soldati
dell’esercito italiano e catturato con quasi
tutti i suoi combattenti.
Fu incarcerato e
poi liberato perché eletto deputato
all’Assemblea Costituente, in seguito eletto
all’Assemblea Regionale Siciliana.
Antonio Canepa e
Concetto Gallo e tutti gli eroi
dell’indipendenza siciliana non riuscirono a
realizzare i loro sogni, ma l’isola ottenne
un’importante autonomia amministrativa.
La classe politica
e dirigente che fu eletta dopo la stagione
separatista, fino ad oggi, non ha saputo
utilizzare quest’importante ricchezza.
Sventurata la terra che
Ha bisogno d’eroi.
Brecht
Bibliografia essenziale:
-Francesco Paternò Castello Duca
di Carcaci: Il movimento per l’indipendenza
della Sicilia, ed. Flaccovio Palermo, 1977;
-Giuseppe Carlo Marino: Storia
del separatismo siciliano, ed. riuniti, 1979,
-Salvo Barbagallo: Una
rivoluzione mancata, ed. Bonanno Catania 1974,
-Michele Papa: Storia dell’EVIS,
ed. clio 1995.
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